Un’iniziativa politica per la parità di genere

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Si sta svolgendo proprio in questi giorni e terminerà Venerdì 9 Luglio l’iniziativa politica di formazione dei dirigenti politici per la parità di genere, argomento che nel nostro Paese ma in realtà in tutto il mondo necessita di ulteriori ed ingenti investimenti affinchè venga messo in atto quotidianamente, non solo a parole.

La riflessione trainante del progetto si articola sostanzialmente su due quesiti particolari ovvero: alle donne manca davvero qualcosa per avere successo in politica o piuttosto è il meccanismo di selezione e la discriminante ideologica partitica e politica ad allontanare le donne dal raggiungimento di una posizione di leadership e quindi a vedersi costantemente sottoposte?

Dal nome provocatoriamente declinato al maschile, “Femministi! – Laboratorio per un altro genere di politica” è promosso da +Europa, grazie alla quota del 2×1000 che per legge tutti i partiti dovrebbero destinare a iniziative dedicate alla promozione della parità di genere, e partecipato, per ora, anche da Pd, Azione, Verdi, Italia Viva, Volt, M5S e Lista Sala.

Un’iniziativa transpartitica, dunque, che fa seguito alla prima esperienza di formazione realizzata, lo scorso anno, da +Europa – “Prime Donne” – che aveva formato 23 aspiranti leader politiche.

La prima edizione di “Femministi!” prevede 15 ore di formazione, con laboratori che spaziano dalla valutazione d’impatto di genere delle politiche pubbliche – una metodologia richiesta dalla stessa Commissione europea per i programmi di spesa del Recovery Fund – all’applicazione della politica delle quote, passando per il “trattamento” che i media riservano alle campagne elettorali delle donne.

Il progetto punta ad analizzare gli stereotipi ed i pregiudizi di genere, equiparando altresì la comunicazione tradizionale a quella innovativa dei social media che sembrano esigere maggiori qualità, una maggior esposizione ed una maggior tolleranza dalle candidate donne. Nello specifico si cercherà di comprendere il motivo per cui le regole elettorali e di partito vengano sempre aggirate in favore di una leadership maschile ed ancora l’impatto di una auspicabile parità di genere sulla situazione economica, sul mercato imprenditoriale e sulle politiche pubbliche. Il tutto strutturato ed argomentato da ricerche, esempi concreti e dati statistici che francamente non sarebbero nemmeno necessari.

“Femministi! Lab” sarà l’evento finale, pubblico e in diretta streaming, che includerà anche le donne “per mettere in scena le dinamiche che vorremmo per un altro genere di politica, a partire proprio da spezzoni di dibattiti parlamentari e conferenze stampa tradizionali”.

Il 9 luglio, dopo l’intervento della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, saranno consegnati 10 riconoscimenti per la parità di genere. Tra i premiati, la direttrice del Giornale Radio Rai e Radio1 Rai Simona Sala, per la promozione della campagna “No Women No Panel – Senza donne non se ne parla”. A seguire, la senatrice Emma Bonino risponderà alle domande del conduttore radiofonico Carlo Pastore.

Come sapete non abbiamo alcuna preferenza partitica in quanto fin da subito abbiamo riconosciuto lo sdegno nei confronti della classe dirigente politica e la nostra difficoltà nel identificarci in un partito, ma vogliamo essere oggettivi ed apprezzare delle iniziative che a nostro avviso hanno valore. L’unica cosa che ci auguriamo è che possa essere spunto di cambiamento e di evoluzione per il bene della nostra società e del nostro futuro.

di Elisa Laezza

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