La blockchain sostituirà le banche?

Ogni persona maggiorenne avrà sicuramente sentito parlare, almeno una volta nel corso degli ultimi anni, di criptovalute e blockchain. Eppure, per quanto sarebbe interessante, questo articolo non parlerà di cos’è la blockchain, di come funziona, e di tutti i pro e i contro relativi; questo perché basta fare una breve ricerca su Google e scoprire che migliaia di blog e video ne parlano e la spiegano in maniera così semplice che non serve il milionesimo articolo per spiegarlo.

Vedremo invece insieme le prospettive future della constante evoluzione di questo sistema decentralizzato.

Il tutto parte da una semplice ma ragionata domanda: Mattì,ma la blockchain sostituirà il sistema bancario?

Ti spoilero già la risposta: No.

Se sei un guru delle crypto e stai leggendo questo articolo, potresti ricoprirmi di insulti perché sei convinto che Bitcoin arriverà ad un valore di 200mila euro entro fine anno e farai un sacco di soldi, o perché pensi che non credo abbastanza nella tecnologia, o per altri mille motivi. Ma le reali motivazioni di questa affermazione, ovvero che la blockchain non sostituirà il sistema bancario, sono da ricercare in una sottile sfumatura di questa frase.

La blockchain, per come è impostata ora, non sostituirà il sistema bancario; e ti spiego perché.

La premessa da fare è che circa 10 giorni fa, il valore di 1 Bitcoin (un’unità) era circa 40mila dollari (più o meno 33mila euro), mentre ieri è arrivato a toccare i 31mila dollari (26mila euro).

A livello economico, il valore effettivo di Bitcoin è 0. Hai letto bene: zero spaccato. Questa criptomoneta, come il 99,9% di esse di fatto, non viene accettata come metodo di pagamento per alcun tipo di bene acquistabile quotidianamente: se vai al supermercato e chiedi di pagare con le crypto, probabilmente ti ridono in faccia. La stessa situazione si può presentare per l’acquisto di una macchina, di una casa, o quando prenoti le vacanze (visto il periodo).

Inoltre, anche se fosse possibile pagare un automobile in bitcoin, l’elevata volatilità del mercato sarebbe un impedimento da considerare. Supponendo di voler comprare una Fiat Panda, che ha un valore di mercato di circa 8000 euro, comprandola 10 giorni fa l’avremmo pagata circa 0.25 BTC, mentre se l’avessimo acquistata ieri ci sarebbe costata circa 0.30 BTC.

In buona sostanza, se pagassimo la nostra Fiat Panda con le criptovalute, potrebbe succedere che oggi la paghiamo 8.000, ma domani l’avremmo potuta pagare (caso estremo) il doppio o, al contrario, la metà.

TLDR (troppo lungo, non ho letto in inglese): Il sistema bancario non è sostituibile al momento perché fornisce una fluttuazione contenuta del valore monetario e perché non esiste ancora un sistema decentralizzato basato su blockchain che favorisce i pagamenti quotidiani tramite criptovalute.

Ma ora arriva la parte divertente: entrambi questi aspetti sono facilmente risolvibili. Come?

Per risolvere il problema della volatilità, si può adottare quella che si chiama una “stablecoin”, ovvero una moneta stabile; grazie ad alcuni algoritmi, si può fare in modo che il valore unitario di questa moneta mimi il valore di una moneta fisica come il dollaro.

Di conseguenza verrebbe anche favorito l’utilizzo di tutti i giorni di una moneta digitale, fattore che verrebbe amplificato da un sistema che supporta un numero elevato di pagamenti istantanei simile al circuito Visa (30mila pagamenti processati ogni secondo) con commissioni ridotte; al momento, una transazione sulla rete di Ethereum richiede almeno una fee pari a 1% del valore di un’unità di Ethereum, ovvero 30$ circa. Non serve un genio per capire che anche dovendo pagare un taglio dal barbiere 25 euro (circa 30$), andrei a raddoppiare la spesa solamente per effettuare la transazione. Poco fattibile.

Facciamo dunque un punto della situazione:

Se la blockchain vuole soppiantare il sistema bancario che tutti detestiamo, bisogna fare grandi passi nella direzione della scalabilità (gestire più transazioni di Visa ad esempio), stabilità (creazione di una moneta che riduca al minimo la volatilità) e versatilità (favorire l’utilizzo quotidiano di questa tecnologia).

di Mattia Broili

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