Come nasce una Legge in Italia?

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È innegabile il fatto che da quando è stata eliminata l’ora di educazione civica dalle scuole superiori, sia venuto meno quell’interesse da parte dei cittadini che portava ad informarsi sul procedimento mediante il quale qualcuno decide per le nostre vite. Quante volte abbiamo sentito strafalcioni sul nostro sistema parlamentare? Forse troppe.. Quello che più spesso si sente dire è che il Presidente del Consiglio non è stato votato negli ultimi anni… 

Facciamo un po’ di chiarezza partendo proprio dall’individuazione della forma di Stato e dalla forma di governo. Per quanto riguarda la prima, l’Italia è caratterizzata da una forma di Stato democratica, di diritto, sociale e pluralistica. In riferimento alla forma di governo, invece, come sappiamo l’Italia è una Repubblica parlamentare caratterizzata da un Parlamento, organo rappresentativo, con potere legislativo e dal Governo che ha potere esecutivo e che dipende dal Parlamento il quale, indica il possibile Presidente del Consiglio al Presidente della Repubblica che poi lo nominerà. 

Partendo proprio dal Parlamento, vogliamo ora descrivere brevemente la procedura legislativa ovvero quell’iter da seguireper far nascere una legge. 

Innanzitutto ricordiamo che ex art.70 della Costituzione, la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere che, come sappiamo, sono Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. 

L’iter di formazione della legge si articola in fasi successive: 

1. Fase di iniziativa legislativa: consiste nella presentazione ad una delle due camere di un progetto di legge. Possono presentare un progetto di legge il Governo, i singoli deputati o senatori, 50.000 cittadini, il Consiglio Regionale ed il Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro; 

2. Esame ed approvazione della Camera: la Commissione permanente della Camera dedicata a quello specifico progetto di legge, lo esamina e prepara il testo per la discussione in Assemblea ( Commissione in sede referente ). Vi sono anche due procedimenti abbreviati consistenti nella Commissione in sede legislativa ( non si discuterà in aula il disegno di legge ma si esauriranno le fasi solo in Commissione ) e Commissione in sede redigente ( l’Aula non potrà modificare gli articoli già definiti in Commissione ma voterà comunque ); 

3. Esame ed approvazione da parte del Senato: il disegno di legge così come predisposto dalla Camera, passerà quindi al Senato dove si dovrà seguire il medesimo procedimento in Commissione. Se il Senato modificherà il disegno di legge, questo dovrà tornare alla Camera. Questo fenomeno si chiama “navetta” in quanto Camera e Senato continueranno a rivedere il progetto di legge fintantoché nessuno dei due lo modificherà;

 4. Promulgazione: è l’atto mediante il quale il Capo dello Stato attesta che il testo è stato approvato come legge e ne ordina la pubblicazione e l’osservazione. La promulgazione deve avvenire entro un mese dall’approvazione definitiva;

5. Pubblicazione: subito dopo la promulgazione, la legge viene pubblicata ad opera del Ministro della Giustizia all’interno della Gazzetta Ufficiale. La legge entra in vigore e diviene quindi obbligatoria, il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 

Uno dei grandi problemi che nascono dal bicameralismo perfetto, consiste nel continuo passaggio del disegno di legge da Camera e Senato che può andare avanti anche anni. 

Cosa ne pensi dell’iter di formazione delle leggi? Faccelo sapere!

di Erika Fischer

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