“Quella poltrona è mia!”: essere un politico in Italia

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“Quella poltrona è mia!” e lo dev’essere il più a lungo possibile per rimanere nel cuore del sistema, ovvero all’interno dei famosi Palazzi. È questo lo schema di gioco a cui abbiamo assistito molteplici volte all’interno del nostro bacino dirigenziale italiano e non solo. Una prassi oramai consolidata e di cui oggi cercheremo di capire quantomeno il ritorno economico. Per tutte le altre ragioni, vi invito a frequentare la vita pubblica, partecipare attivamente ad eventi mondani, iniziative sociali e culturali e non solo e farvi la vostra idea su ciò che banalmente rappresenta un mindset diverso di vivere e concepire i rapporti interpersonali.

Ma quindi quanto guadagna un politico in Italia? Quali sono i vantaggi di appartenere a questa sfera sociale? Partiamo dallo stipendio che varia molto in base ai ruoli pubblici ricoperti: si va dai circa 15mila euro al mese di un senatore ai pochi spiccioli (o niente) per i consiglieri comunali dei piccoli paesi.

Iniziamo dai senatori. Mettendo insieme varie voci (come indennità mensile, diaria e rimborsi forfettari), a Palazzo Madama si arriva a guadagnare 14.634,89 euro al mese, mentre i deputati guadagnano qualcosa in meno: sempre sommando varie voci, arrivano a 13.971,35 euro al mese. Per i parlamentari bisogna tenere conto dei vari benefit: ad esempio, non pagano spese telefoniche o di trasporto.

Passiamo ai ministri distinguendo tra quelli eletti in Parlamento e quelli chiamati a far parte del governo anche se non sono deputati o senatori. I ministri eletti in Parlamento non hanno il doppio stipendio dal 2013, ma continuano a ricevere solo l’indennità riferita alla Camera di appartenenza. Un ministro che è senatore, quindi, guadagna 14.634,89 euro al mese; un ministro deputato ne incassa 13.971,35. I ministri non parlamentari, invece, guadagnano 8.863 euro lordi al mese: considerando le trattenute, siamo sui 4.500 euro netti (oltre ai rimborsi di varie voci di spesa).

E lo stipendio del presidente del Consiglio? Il premier italiano guadagna 114mila euro lordi all’anno, cioè circa 80mila euro netti. Ogni mese, quindi, prende 6.700 euro netti. Se è anche parlamentare, gli spetta anche l’indennità per quella carica.

Già così si potrebbe pensare a quanto sia desiderabile una carriera politica, ma a tutto ciò va aggiunto che una parte del reddito netto va sottratta per il pagamento di segretari, sottosegretari ed altre figure importanti per la vita e sopravvivenza stessa del politico come figura pubblica.

Focalizzandoci su deputati e senatori, quali sono i benefici di cui godono?

  • Diaria: viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma (per i deputati ed in generale per i senatori). L’ammontare della diaria è stato oggetto di misure di riduzione per arrivare alla cifra di 3.503,11 euro. Tale riduzione è stata confermata, senza soluzione di continuità, fino al 31 dicembre 2021. Sono previste però decurtazioni per ogni giornata di assenza alle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico. Per considerarsi presenti è necessario partecipare almeno al 30% delle votazioni effettuate.
  • Rimborso forfettario delle spese generali per i senatori dell’ ammontare di 1650 euro per le spese di viaggio e spese telefonico
  • Rimborso per le spese di esercizio del mandato, in cui sono inclusi gli atti e gli adempimenti svolti all’ interno della sede del Senato e della Camera, ma anche per iniziative politiche, sociali e culturali
  • Facilitazioni di trasporto : deputati e senatori usufruiscono di tessere strettamente personali per i trasferimenti sul territorio nazionale, mediante viaggi aerei, ferroviari e marittimi e la circolazione sulla rete autostradale.
  • Pensioni: bastano 5 anni di attività parlamentare e 65 anni d’età
  • Assegno di fine mandato
  • Assistenza sanitaria Integrativa

Non volendoci esprimere sul fatto che sia giusto o sbagliato concedere tali privilegi e lasciando a vostra completa discrezione il giudizio, riconosciamo che i parlamentari italiani siano secondo varie statistiche tra i più pagati al mondo. Fossero anche tra i più qualificati professionalmente e riconosciuti per merito sarebbe per noi sicuramente di maggior vanto.

di Elisa Laezza

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