Sblocco dei Licenziamenti: stima dei disoccupati

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È da un anno che sentiamo parlare di licenziamenti bloccati a causa della situazione che stiamo vivendo. Abbiamo assistito a varie proroghe che hanno cercato in un qualche modo di rimandare l’inevitabile, ma ad oggi la questione è imminente o perlomeno per ora lo è e pertanto iniziamo a capire assieme i numeri reali di disoccupati che si prevedono con lo sblocco dei licenziamenti.

Il blocco è stato introdotto il 17 marzo 2020, con il decreto “Cura Italia”, che ha fermato in prima battuta i licenziamenti per due mesi poi vi è stato il decreto “Rilancio” che ha portato la scadenza al 17 agosto 2020. Successivamente il decreto “Agosto” ha prorogato il blocco a fine dicembre, per le imprese che per 18 settimane avrebbero fatto ricorso a sgravi contributivi e alla cassa integrazione, mentre il decreto “Ristori” ha spostato la data al 31 gennaio 2021, diventata poi il 31 marzo 2021 con la legge di Bilancio approvata al termine dell’anno scorso ed infine poi l’attuale proroga con il Decreto Sostegni Bis che blocca i licenziamenti fino al 30 Giugno.

Dal 1° Luglio 2021 i datori di lavoro che non potranno più utilizzare la CIGO COVID-19 ( cassa integrazione) prevista dal Decreto Sostegni avranno la possibilità di licenziare o altrimenti potranno accedere alla Cassa integrazione ordinaria o straordinaria prevista dal D.Lgs. n. 148/2015 senza tuttavia pagare contributi addizionali fino al 31 Dicembre 2021. Se decideranno di procedere con questa soluzione non potranno licenziare per 6 mesi, ovvero fino all’inizio del nuovo anno.

Nel dettaglio: la disciplina delineata dal Decreto Sostegni-bis sembra prevedere ad oggi 3 diverse scadenze per lo sblocco dei licenziamenti:

  1. 30 Giugno 2021: per la generalità delle imprese, fatte salve le due ipotesi che seguono;
  2. 31 Ottobre 2021: per i datori di lavoro destinatari dell’assegno ordinario FIS, della Cassa integrazione in deroga (CIGD) o della Cassa integrazione salariale operai agricolo (CISOA) ed in questo caso i settori coinvolti sono il settore terziario dei servizi e l’artigianato;
  3. sino al 31 Dicembre 2021: per i datori di lavoro che, a partire dal 1° Luglio 2021, accederanno alla Cassa integrazione salariale ordinaria o straordinaria (non COVID) secondo quanto previsto dal Decreto Sostegni-bis, ma solo per la durata di fruizione degli stessi trattamenti.

Quale sarà il settore più colpito? Principalmente il settore industriale, cuore e motore dell’economia italiana. Parliamo di circa 577mila lavoratori a rischio solo per il settore in questione per arrivare poi alla modica cifra di 130-160 mila disoccupati stimati nella totalità tra i settori edile, commercio e turismo che tuttavia sarà leggermente avvantaggiato dalla stagione estiva in corso.

È chiaro dunque che vi sia la necessità di rivedere i termini di tale decreto ed è per questo che ad oggi si dibatte su uno scenario disastroso per l’economia italiana già pesantemente colpita da politiche incapaci di incentivare il lavoro e l’assunzione e che da cuscinetto offre degli ammortizzatori per appianare ciò che invece dovrebbe essere definitivamente ristrutturato.

La situazione ad oggi vede nuovamente opporsi due fazioni non ben definite in una diatriba politica che solitamente affanna e rincorre le scadenze prendendo decisioni poco ponderate e talvolta a beneficio di una cerchia ristretta. L’Italia ha bisogno di altro. Le nuove generazioni hanno la necessità di essere prese in considerazione maggiormente e di avere la possibilità di realizzarsi in più ambiti e le famiglie hanno bisogno di certezze perchè il mercato del lavoro non è più incline ad accogliere chiunque in un qualsiasi momento soprattutto se in età avanzata.

di Elisa Laezza

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