GIOVANI E LAVORO STAGIONALE

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A quanti di noi è venuto in mente di iniziare un lavoro d’estate per aiutare in casa, pagarci una vacanza, per metterci via qualche soldo per progetti futuri o per permetterci qualche sfizio giustamente meritato? E così, alla faccia di chi dice che i giovani non hanno voglia di fare nulla, ci siamo presi e siamo andati a lavorare, sotto al sole, con turni flessibili ma interminabili ed al momento del tanto atteso stipendio abbiamo constatato che non ci era stato dato ciò che ci spettava e che tutto quello sforzo veniva così vanificato ed andava a ledere la dignità che spetta ad ogni lavoratore. Un girone di frustrazione e malumore che oggi abbiamo deciso di raccontarvi traendo ispirazione da uno dei più famosi TikToker italiani del momento Frank Gramuglia che in un video ha esaustivamente raccontato la realtà dei giovani (ma non solo) che si interfacciano al mondo del lavoro in questa stagione.

@frank_gramuglia

Per iniziare andiamo a capire nel dettaglio come funziona un contratto stagionale.

Il contratto di lavoro a termine stagionale è un contratto di lavoro nato per regolamentare con specifiche norme i cosiddetti lavoratori stagionali che hanno una durata massima precisa e determinata.

Come funziona e cosa prevede per quanto riguarda stipendio, permessi, malattie, dimissioni, ferie?

Mentre i contratti ordinari a tempo determinato non possono superare i 24 mesi, il contratto per le attività stagionali prevede un rinnovo o proroga e nel caso si dovesse andare oltre i 12 mesi è necessario vi sia una giustificazione per esigenze temporanee e oggettive, come la sostituzione di altri lavoratori, o altre esigenze connesse ad aumenti temporanei non programmabili dell’attività ordinaria. E’ bene sapere che eventuali proroghe devono essere comunicate entro 5 giorni dal verificarsi delle stesse tramite modello Unilav per l’assunzione.

Permessi: quelli spettanti ai lavoratori stagionali sono gli stessi a cui hanno diritto gli altri lavoratori e si calcolano in base all’effettivo orario svolto. Se il datore di lavoro non ha possibilità di riconoscere i permessi al lavoratore stagionale a causa dell’inteso lavoro e della brevità dell’attività, i permessi stessi vengono indennizzati a conclusione del rapporto lavorativo.

Ferie: i lavoratori stagionali, come altri dipendenti, se il contratto è full time, maturano le ferie mensilmente, per le stesse quattro settimane all’anno, corrispondenti a 26 giornate; se, invece, il lavoratore è assunto a giugno e conclude il rapporto di lavoro a settembre ha diritto a 3 ratei ferie, pari a 6, 498 giornate e le ferie vengono riconosciute in proporzione all’effettivo lavoro svolto; mentre se il lavoratore è assunto o chiude il contratto nel corso del mese, per il calcolo delle ferie bisogna considerare il giorno dell’assunzione e della cessazione e se nel mese risultano almeno 15 giornate lavorate, il rateo matura per il mese intero, altrimenti se si è lavorato meno di 15 giornate non matura proprio.

Anche per i contratti di lavoro stagionale, esattamente come per gli altri, il datore di lavoro deve concedere, entro l’anno di maturazione, almeno 2 settimane di ferie a chi matura tutte e 4 le settimane previste ma non si tratta di un obbligo da parte del datore di lavoro che, esattamente per quanto accade con i permessi, può non concedere ferie se l’attività lavorativa è intensa e in tal caso le ferie, come i permessi, vengono riconosciute come indennità.

Malattia: le regole del contratto stagionale prevedono indennità di malattia, per cui deve essere comunque trasmesso relativo certificato medico a Inps e datore di lavoro, e possibilità di presentare le dimissioni ma solo in determinate circostanze.

Dimissioni: il contratto stagionale, come qualsiasi altro contratto a tempo determinato, permette al lavoratore di presentare le dimissioni ma solo in alcune condizioni. E’ infatti possibile per il lavoratore dipendente presentare le dimissioni durante il periodo di prova e si può recedere dal contratto senza alcun preavviso e senza necessità di giustificazioni, o per giusta causa se si verificano condizioni e fatti gravi che pregiudichino la fiducia tra le parti. Se il lavoratore presenta una lettera di dimissioni senza giusta causa si pone come parte inadempiente e potrebbe compensare il danno arrecato al datore di lavoro.

Al netto di ciò a quanto ammonta lo stipendio medio? Non calcolando gli innumerevoli contratti irregolari in nero che continuano ad essere particolarmente diffusi soprattutto per questa tipologia di contratto, lo stipendio medio si aggira intorno ai 900-1200 euro lordi con 10 ore di lavoro se non di più, talvolta 7 su 7 giorni di lavoro compresi i festivi. Tra i meno pagati troviamo gli animatori turistici che arrivano a toccare uno stipendio di circa 600 euro netti seppur con vitto e alloggio inclusi ( che perdonate, non ripagano le 14 ore di lavoro quotidiane).

La nostra riflessione di oggi vuole essere un’ invito alle istituzioni a prendere con maggiore serietà l’impegno del garantire ai cittadini la dignità ed il diritto al lavoro ed inoltre cercare di mettere i datori di lavoro nelle condizioni tali per cui non debbano restringere il personale, non debbano essere portati a preferire contratti irregolari ed al contrario siano incentivati ad assumere ed a poter garantire condizioni di lavoro consone. Un’ invito questo che punta a vedere l’ecosistema paese in un’ottica di benessere sociale, etico e morale.

di Elisa Laezza

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