Nuova disciplina dei concorsi pubblici

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Molto spesso, viste le poche garanzie che il mondo del lavoro privato è in grado di fornire ai giovani, si cerca di accedere al mondo del posto pubblico. Viste le problematiche ed il rallentamento delle procedure di accesso dovute alla situazione pandemica, il Governo ha recentemente riformato le procedure concorsuali al fine di renderle maggiormente semplici e veloci, garantirne lo svolgimento nel rispetto delle norme anti-COVID e sbloccare tutti quei bandi che prevedevano oltre 110 mila posti in diversi settori della PA. 

Normativa di riferimento: le nuove regole per i bandi di concorsi pubblici sono contenute nell’art.10 della legge 28 maggio 2021, n.76 e nel Decreto Reclutamento

Novità previste nella normativa l.76/2021: la legge istituisce l’introduzione di prove digitali in grado di garantire selezioni rapide e trasparenti per accelerare lo svolgimento dei concorsi. La vera novità però consiste nella previsione di premiare il merito valorizzando così il percorso formativo ed il titolo di studio del singolo candidato. Si prevede inoltre di selezionare figure professionali necessarie all’attuazione del Recovery Fundmediante il c.d. Decreto Reclutamento che disciplina nello specifico il piano e le modalità di assunzione del personale competente.

Riassumendo le principali novità contenute nella legge sono: 

– Semplificazione delle prove: svolgimento di una prova scritta e una orale per i concorsi non dirigenziali, utilizzo di strumenti informatici e digitali, valutazione dei titoli di studio, esperienza professionale e titoli di servizio;

– Facoltà di poter svolgere una sola prova scritta durante il periodo dell’emergenza; 

– Utilizzo di strumenti informatici anche per i concorsi già banditi per i quali non sia stata svolta alcuna prova a causa della pandemia; 

– Possibilità di suddividere le commissioni esaminatrici in sottocommissioni 

– Vengono esclusi dalle procedure semplificate i concorsi per il personale in regime di diritto pubblico es art.3 Dlgs 165/2001 tra cui magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, professori universitari e appartenenti al comparto sicurezza e difesa. – Previsione di 110 mila assunzioni in totale 

Decreto Reclutamento: tale decreto disciplina l’assunzione del personale che sarà delegato all’attuazione dei progetti del Recovery Fund nel rispetto delle indicazioni Europee. Si tratterà di reclutamenti a tempo determinato fino al. 2026 per un totale di 24.045 unità. 

La durata dei contratti sarà di 36 mesi rinnovabili fino al 31.12.2026 in relazione al raggiungimento degli obiettivi del Piano da parte delle amministrazioni assegnatarie dei progetti. Per le alte specializzazioni come dottori di ricerca e le persone con esperienza di 2 anni maturata in organizzazioni internazionali e dell’UE è prevista l’iscrizione in un elenco “ Portale del reclutamento”. Allo stesso modo, i professionisti e gli iscritti agli Albi potranno anch’essi iscriversi al Portale del reclutamento. 

Per i giovani si potenziano inoltre i canali di accesso qualificati mediante l’attuazione delle norme che prevedono l possibilità di stipulare contratti di apprendistato on la PA. 

Per la realizzazione del Recovery Fund, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto il Dipartimento dovrà indire il concorso pubblico per il reclutamento di 500 unità di personale non dirigenziale. 

Ambiti di assunzione previsti dal decreto reclutamento:

– Transizione digitale: innovazione e cyber-sicurezza, verranno assunti 268 esperti; 

– Innovazione organizzativa della giustizia: verranno assunte 16.500 unità di addetti all’Ufficio per il processo, più 5410 unità di personale amministrativo alla giustizia; 

 Anche nelle procedure previste dal Decreto Reclutamento, saranno valorizzati i titoli di studio e le esperienze professionali dei candidati, in attuazione della l.76/2021. 

Il decreto prevede inoltre che le procedure debbano essere concluse entro 100 giorni dal giorno di pubblicazione del bando di concorso. 

Secondo noi questo è un primo passo verso una vera riforma del Paese, anche se ciò che ci si auspica è che i giovani non vengano nuovamente penalizzati in quanto meno esperti rispetto a chi ha qualche anno in più. Per questo probabilmente sarà necessaria una previsione legislativa specifica che non permetta solo a chi h determinate età di poter accedere al mondo pubblico ma garantisca veramente ai giovani la speranza di un futuro più roseo rispetto a quello che si può immaginare oggi. 

E voi, cosa ne pensate? Quando usciranno i bandi vi candiderete? Fatecelo sapere!

di Erika Fischer

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