Omicidio stradale: un giusto deterrente?

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Troppo lunga sarebbe la lista di coloro che oggi vengono ricordati come “Vittime della strada” ed è forse proprio da questo che nasce la voglia di trattare di un tema importante come quello della disciplina dell’omicidio stradale e della sicurezza sulle strade. 

Ma partiamo dall’analisi dei numeri. I dati ISTAT, in riferimento all’anno 2019, ci riferiscono 172.183 incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in calo dello 0,2 rispetto al 2018, con 3173 vittime e 241.384 feriti. 

Tra le cause più frequenti, si confermano la distrazione dovuta all’utilizzo dei dispositivi tecnologici, la velocità sostenuta e la guida in stato di ebbrezza. Le vittime aumentano tra i giovani in fascia 20-29 anni. 

Non c’è una risposta alle tante domande che ci si fa quando si vive in prima persona un incidente stradale, ma personalmente ho sempre creduto che la causa di tutto ciò fosse il sentirsi così tanto potenti da credere di non poter mai diventare vittima. Forse tali convinzioni fanno parte dell’essere umano ma se da un lato l’essere sicuri di se stessi aiuta in diverse situazioni, dall’altra ritengo che la troppa sicurezza comporti scarsa attenzione sia alla propria vita che a quella degli altri. 

Tralasciando valutazioni e riflessioni personali, ritengo ora necessario analizzare la questione dell’omicidio stradale. Tale fattispecie delittuosa, è stata introdotta con la l.n.41 del 2016 al fine di inasprire le sanzioni nei confronti di coloro che, violando le norme sulla disciplina della circolazione stradale, cagionino la morte altrui ( si faccia riferimento all’art.589-bis codice penale ). 

Tale disciplina ha aumentato le pene previste per la fattispecie già prevista dell’omicidio colposo, inasprendo le pene con aggravanti specifiche: guida in stato di ebbrezza, guida sotto l’effetto di droghe e la fuga. Ad oggi quindi, per l’omicidio colposo stradale, la pena varia dai 2 ai 7 anni, e dagli 8 a 12 anni se si commette in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. E’ inoltre previsto un aumento di pena fino a due terzi per i pirati della strada. 

Se non avanzassimo con la nostra analisi, tale norma risulterebbe perfetta così ma in realtà questa legge nasconde, come tutto, dei problemi. Uno di questi è l’incapacità reale di punire chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze psicofisiche in quanto salvo che il soggetto non venga fermato sul luogo del reato è molto complesso dimostrare che fosse ubriaco alla guida e quindi applicare l’aggravante prevista dalla norma in questione. Pertanto si rischia di lasciare impuniti coloro che effettivamente dovrebbero essere condannati con la previsione delle aggravanti e al contempo di condannare invece coloro che pur guidando con cautela ed attenzione causano un incidente risultando semplici vittime di una circostanza. 

La realtà è che ancora oggi non vi è certezza della pena in Italia e spesso coloro che vengono condannati perché colpevoli oltre ogni ragionevole dubbio ( principio cardine del  nostro sistema garantista) comunque non scontano la pena o comunque richiedono che venga ridotta.

Basta purtroppo aprire i giornali per averne prova. Proprio recentemente un ragazzo risultatocolpevole e condannato a 8 anni di carcere per aver speronato ed ammazzato 4 ragazzi di 23 anni a Jesolo, nonostante fosse stato segnalato qualche minuto prima di commettere il reato, non solo è stato condannato ad una pena ridicola, ma dopo due anni risulta ancora essere ai domiciliari in attesa della sentenza della Corte d’Appello alla quale il legale difensore ha chiesto lo sconto di pena. 

Senza cadere in riflessioni personali voglio lasciarvi con questa domanda alla quale io ancora non do risposta: l’introduzione della disciplina dell’omicidio stradale è stata introdotta per effettivamente prevedere delle sanzioni severe e fungere da deterrente oppure è una mera marchetta politica? Non sarebbe stato meglio, forse, prevedere pene più aspre e parallelamente intervenire massivamente per la messa in sicurezza di quelle strade che spesso diventano rosse di sangue? 

La mancanza di giustizia in Italia purtroppo è un dato di fatto, ci si auspica che un giorno vi saranno riforme tali da riportare al centro la persona umana ed il concetto di certezza della pena al fine di dare un po’ di giustizia alle famiglie delle vittime. 

In ricordo di tutte le vittime.

di Erika Fischer

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